Anchise PICCHI

Dipinti digitali

È stato suo nipote Lido a spingerla sulla strada della computer grafica ?

Non è che mi abbia spinto. Mi ha solo fatto notare le possibilità coloristiche dei nuovi mezzi elettronici. Sono stato così stimolato a provarli e mi sono trovato immerso in un nuovo e straordinario mondo di luce e di colore. Non potevo non provare. Ho sempre cercato la luce, il colore, l'accordo cromatico perfetto. Avevo ora davanti a me la luce pura, lo schermo e una tavolozza infinitamente assortita. Come avrei fatto a resistere? In fondo usare il pennello od un mouse non è che faccia molta differenza, è pur sempre uno strumento. La qualità di una poesia non dipende dalla penna che l'ha scritta.

(Dall'intervista telematica ad Anchise Picchi del dott. Stefano Colonna, storico dell'arte all'Università di Roma - ISSN 1127-4883     BTA - Bollettino Telematico dell'Arte, 11 luglio 2000, n. 124 (16 aprile 1996) - http://www.bta.it/txt/a0/01/bta00124.html - Vedi pagina intervista)

 

I dipinti digitali di Anchise Picchi

Quando, per la prima volta, ha affrontato il computer, Anchise Picchi aveva 85 anni ed era il 1996. Ha lavorato prima con il semplice PaintBrush di Windows 3.1 e poi con un software un po' più complesso: Fractal Design Painter, vers. 3.1. Ha usato esclusivamente il mouse. Non ha usato mai tavolette grafiche ed ha cominciato per pura curiosità e divertimento, spruzzando con l'air-brush immediatamente il colore sullo schermo.... Già gli occhi non erano più quelli di una volta e la forte brillantezza del monitor lo ha come invitato, con la sua vastissima gamma di colori e tonalità della palette del programma, a provare questa nuova esperienza. Ha fatto alcune cose già proposte ad olio, altre le ha create estemporaneamente, come per gioco.. E tuttavia abbiamo ritenuto giusto proporre qui alcuni di questi "dipinti digitali" perché fanno parte e, in qualche modo, completano, la panoramica dell'attività del maestro. L'autore ha conosciuto direttamente alcuni rappresentanti del movimento dei Macchiaioli nella seconda decade del secolo scorso, e completa orail suo ciclo con l'uso delle tecniche digitali: ci pare, anche solo per questo, che sia corretto e interessante sottolinearlo e mostrare come uno spirito d'artista, pur con radici in un tempo ormai lontano, trovi nuova linfa e nuovo interesse nelle moderne tecniche grafiche. Ciò dimostra, ancora una volta, come il sentimento, il sogno e la fantasia siano slegati e indipendenti dal mezzo espressivo, in una coerenza di stile che, quello sì, resta personale e inconfondibile..

 

 

           
   
Ritorno dal bosco
La bufera
La fienaiola
La burraia
   
Giorno di vento
Le mondine Paesaggio di fantasia Il ponte Mediceo sul fiume Tora a Collesalvetti
   
Due ombrelli
Torello al sole Il testimone muto Rosso di sera
   

 

 Riflessioni

Quando l'uomo, molto tempo prima della nascita della scrittura, affidò i propri pensieri a dei semplici segni tracciati sulla sabbia, comprese che altri, in quei segni, potevano riconoscersi, condividendo con lui sogni ed emozioni. Consapevole della forza evocativa del segno incise allora la roccia, portando le sue figure e i suoi simboli nel buio delle caverne, consegnandoli al tempo perché potessero trasmettere il suo bisogno di comunicare, la sua costante necessità di non sentirsi solo nelle difficoltà e nel dolore della vita, nell'irrisolto perché dell'esistere… ( Anchise Picchi)

 

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