bufera

Anchise Picchi: La bufera - Olio su tavola
 

La bufera

Senti per l’aer passar di fretta
ombre affannate, fuggon lontano.
Discende il vento, giù, dalla vetta
ed urla e geme premendo il piano.

Gelida e svelta cade la sera
e allunga l’ombre: cupo terrore,
presagio infausto della bufera,
gemiti d’anime e di dolore.

Lunghe, i cipressi piegano al vento,
che in collo porta la fredda neve,
le nere cime, dentro il tormento
che presto cresce, si fa più greve.

Sola, una madre, si stringe al seno
un fanciullino. Su lei s’avventa,
fredda, la pioggia, tuona il baleno,
eppur procede nella tormenta.

La spinge e preme più forte il vento,
in questa notte fatta di gelo,
di muta angoscia, di patimento,
e par che pianga la terra e il cielo.