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Anchise Picchi: Sandro in giardino - Olio su tela
 

 

In giardino
(A mio figlio)

Rammenti quei giorni d’estate,
più lunghi, quand’eri bambino,
a correr, tirar le sassate,
giocare alla pioggia in giardino?
Già tante ne sono passate
stagioni di rose fiorite,
mattine col sole, incantate,
con ore sì lievi e infinite.

Risento la voce giuliva
d’un bimbo che presto cresceva:
d’un bimbo che svelto saliva
per l’erta, e alla vita correva.
Salendo gioiva e soffriva,
nel tempo che andava veloce;
e l’ultima rosa sfioriva,
mutava il colore e la voce.

Più folto è il giardino. Accestiva
un fiore che prima non c’era;
se ascolto mi pare ancor viva
l’estate… mi pare più vera.
Se allora sereno finiva
il giorno, con ombre leggere,
or non più… se pure soliva
l’or è delle tue capinere.

Scomparso da tempo è il roseto,
i lecci l’avevan coperto;
restato sospeso è il segreto
d’un ultimo gioco, sofferto.
Più vuoto, il giardino, più cheto,
per poco sarà ancor deserto.
Ancor sarà estate. Ancor lieto
di bimbi, di voci, un concerto.

 

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